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Filippo Grigolini: «Promesse elettorali se ne vedono, ma non si possono falsare dati oggettivi»

COMUNICATO STAMPA

Filippo Grigolini: «Promesse elettorali se ne vedono, ma non si possono falsare dati oggettivi»

Di promesse elettorali, a volte veramente strampalate, spesso si legge in campagna elettorale.

Qualche volta, nel vortice dell’entusiasmo e dell’esposizione mediatica, qualcuno può scivolare su qualche dato non preciso.

Stupisce però vedere che chi è sindaco di Verona, e da ben due mandati, su un suo proprio volantino elettorale, del quale è anche committente responsabile, abbia voluto attirare il voto dei cittadini utilizzando una affermazione che evidentemente non risponde alla realtà.

Quando il sindaco infatti afferma, con una svista clamorosa, che Verona sarebbe “il primo capoluogo in Italia per aumento della natalità” ci fa sorgere moltissimi dubbi e perplessità:

  1. Come è possibile che il sindaco non abbia la percezione che un dato come quello della natalità nella propria città è sintomo chiaro della situazione delle famiglie ed è fondamentale per lo sviluppo e la stessa sopravvivenza di Verona e quindi per le azioni amministrative che devono essere pianificate e messe in atto?
  2. È forse perché aveva una diversa valutazione della realtà che non ha messo in essere nessuna azione di promozione della famiglia, di politiche familiari e della natalità?
  3. Qual è allora sua la proposta politica sul futuro di Verona, se si fonda su dati vistosamente errati?
  4. Non sapeva il Sindaco che ha a disposizione un ufficio statistica che dispone di tutti i dati ufficiali necessari?
  5. Quali e quanti altri dati che ci vengono forniti da questa amministrazione sono veramente autentici?

Certo, ci farebbe molto piacere poter dire che il sindaco ha ragione, ma i dati ufficiali, forniti dallo stesso Comune di Verona, sono tristemente impietosi, e sono uno dei motivi principiali per cui il Popolo della Famiglia muove la sua azione politica.

Senza entrare nei dettagli dei tanti dati a disposizione, utilissimi per una accurata valutazione della realtà e per l’impostazione delle azioni politiche necessarie, è sufficiente prendere il “Bilancio Demografico del Comune di Verona 31 dicembre 2016” dal sito del Comune, di cui si cita pedissequamente il testo:

 

  • Rispetto all’anno precedente il Comune perde412 cittadini (pari a -0.55%).
  • La natalità conferma la tendenza alla diminuzione: nel 2016 si registra il livello minimo delle nascite dagli anni Ottanta, pari a 2.010 nati.
  • Dopo il picco del 2012 e del 2015 (rispettivamente con 2.840 e 2.878 casi), i decessi sono 2.724; un livello elevato, in linea con la tendenza all’aumento, dovuta all’invecchiamento della popolazione.
  • Nel 2016 il saldo naturale (= nati – morti) è negativo: -714 unità; rappresenta il secondo maggior calo di sempre, inferiore soltanto a quello del 2015 (-776 unità) e del 1985 (-752 unità).
  • La fecondità totale scende a 1,36 figli per donna (da 1,39 del 2015); ciò è dovuto al calo delle donne in età feconda, in particolare per le italiane.
  • Nell’ultimo decennio (2007-2016) la crescita media annua della popolazione è stata negativa ( -0.10%)
  • La popolazione residente nel Comune di Verona è costantemente in calo, mentre cresce (anche se con tassi calanti) quella della Provincia.

 

D’altra parte, come Popolo della Famiglia notiamo che questa grande emergenza che da sempre solleviamo, e che abbiamo posto come priorità, non viene minimamente presa in considerazione da nessun’altra parte politica. Eppure non si tratta di un dato di parte, o irrilevante, perché ha un impatto elevatissimo per la città anche semplicemente dal punto di vista economico, oltre che sociale.

Forse è perché è facile parlare genericamente di famiglia per raccogliere voti, mentre è molto più difficile mettere in atto le complesse e non sempre visibili azioni che favoriscono lo sviluppo delle famiglie.

Forse anche perché le azioni amministrative che riguardano le famiglie richiedono scelte politiche lungimiranti che non danno un ritorno usabile per il consenso entro il successivo mandato elettorale.

Forse perché chi cerca il consenso elettorale punta a più facili argomenti, che sono più semplici e vicini al proprio interesse a perpetuarsi in una posizione di potere, piuttosto che a governare veramente la città.

 

È questo uno dei tanti motivi che hanno mosso il Popolo della Famiglia, perché il vero politico non guarda alle prossime elezioni, ma al governo del bene comune per garantire il presente e progettare il futuro per le prossime generazioni.

 

Verona, 3 giugno 2017

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