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Il Popolo della Famiglia – Verona: Prostituzione – no alle case chiuse, sì a una nuova proposta per la dignità delle donne e la sicurezza della città.

Il Popolo della Famiglia – Verona esprime il totale contrasto all’iniziativa del consigliere tosiano-radicale Pasetto sulla proposta di legge per la riapertura delle case chiuse.

“È singolare” afferma Grigolini, coordinatore del Popolo della Famiglia a Verona “che una proposta così squallida e diseducativa per le nuove generazioni giunga da un esponente di una lista che al primo posto, in campagna elettorale, evidentemente per raccogliere voti facili, metteva la centralità della famiglia naturale e la dignità della persona. È singolare ma non stupisce. Dopo lo spinello di stato, potrebbe proporre la quadratura del bilancio con il papponaggio comunale, magari istituendo questi centri di “servizi” accanto alle scuole o ai luoghi di lavoro per renderne più agevole la fruizione… Verona città dell’amore, della lirica, dell’arte e della cultura diverrà anche la città del mestiere…una novella Amsterdam?”.

Moreno Bronzato, consigliere in Quinta Circoscrizione, dirigente del movimento: “Siamo allarmati per i problemi che il tristissimo e grave fenomeno della prostituzione arreca alla cittadinanza e alla sicurezza dei quartieri, in particolare a Verona Sud.

Ma sappiamo che anche le esperienze internazionali hanno decretato l’inefficacia della legalizzazione, risposta non corretta per motivi in parte etici ma soprattutto oggettivi.

È dimostrato infatti che questa regolamentazione non diminuisce ma aumenta la domanda di vittime di tratta, non riduce gli abusi nei confronti delle donne, e non aumenta la sicurezza sanitaria.”

 

Per la nostra città dobbiamo prevedere un nuovo progetto complessivo, una “terza via” che contempli rigorosi e continuativi interventi di ordine pubblico, così come la punibilità della condotta di chi acquista servizi sessuali, come avviene in molti paesi europei come la Francia o la Finlandia, dove il numero di persone che si prostituiscono è diminuito del 65%. Ma ciò che potrà fare la differenza sarà la collaborazione istituzionale con associazioni che già si occupino di questa piaga.

“Per questo”, conclude Grigolini “in un’ottica di vera sussidiarietà, nel programma per le amministrative 2017, proporremo un convenzionamento forte con l’associazione Papa Giovanni XXIII, con significativi supporti economici mirati al recupero umano e sociale delle donne sfruttate dalla tratta internazionale delle schiave”.

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