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Il mio impegno nel Popolo della Famiglia

Da sempre sono innamorato della famiglia, forse per l’esempio avuto dai miei nonni. Forse perché nonostante le difficoltà vissute nella mia famiglia, con l’unità e l’amore ne siamo sempre usciti. Il formarmi una famiglia è stato da sempre il mio “sogno”.

Magari all’inizio non mi era chiaro, ma poi con il passare degli anni e la ricerca ho capito la grandezza di questa che è, anche per chi non ha fede, una vocazione.

Credo che la famiglia sia l’immagine di Dio in terra, come Dio è trino e vi è una continua relazione tra le persone Divine, così è anche in una famiglia. Con questi presupposti non mi è stato difficile capire da che parte schierarmi.

Accettare con indifferenza che i nostri figli fin da piccoli siano educati alla non verità, insegnando loro che possono scegliere se diventare maschio o femmina, sembra di essere nel paradiso terrestre: “sapere come Dio”?

Accettare con indifferenza che le famiglie possono essere di svariati tipi, cosiddette fluide, in modo che scompaia ogni relazione “vera” tra persone, per renderle sole, e poterne fare da parte del potere ciò che si vuole?

Prepararsi ad accettare con indifferenza le prossime leggi che sono in cantiere, nelle sale del potere come l’eutanasia, dove siamo noi che decidiamo legalmente il giorno della nostra morte?

Lasciare che si continui a costruire un mondo senza Dio, come stanno facendo in parlamento e al governo ex boy scout che si dicono cattolici?

Penso che sia ora di incominciare a rimboccarsi le maniche, per mettere un freno a tutto questo.

La sovranità spetta al popolo, è ora di svegliarsi, il potere ci vuole sazi spanciati sui nostri divani.

Ci stanno portando via le cose più importanti della nostra vita e della vita dei nostri figli e delle generazioni future.

Dopo le giornate dei family day a Roma a cui abbiamo partecipato e dopo aver visto i politici che abbiamo votato e che hanno partecipato insieme a noi nascondersi dietro a una grande ipocrisia nel momento della votazione in parlamento su una legge che praticamente equiparava tutte le famiglie allo stesso modo, come non aderire ad una nuova iniziativa politica, che mette al centro la persona e la famiglia naturale?

Per chi non ha mai fatto politica come me, e forse si sente un po’ estraneo a tutto questo, penso che con umiltà e impegno si debba comunque incominciare.

Molto toccante per esempio è stato l’incontro che come Popolo della Famiglia abbiamo organizzato con il sindaco di Castelnuovo, dove da tempo si è iniziata una politica per la famiglia e i risultati ci sono.

Altre esperienze positive, abbiamo visto, sono presenti anche in altre città, come Bergamo e Trento, dalle quali possiamo trarre spunti per le nostre proposte. I primi spiragli di Luce stanno arrivando, dobbiamo avere la Speranza di poter uscire dal tunnel dell’autodistruzione, e rimettere al centro l’Uomo.

Luciano Checchini

 

 

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