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AGSM e aziende partecipate: un bene in pericolo?

In questi giorni siamo venuti a conoscenza dalla stampa che la più importante società partecipata dal comune di Verona, AGSM, in vista dell’uscita per pensionamento del direttore generale avvenuta a fine ottobre, avrebbe modificato l’assetto delle funzioni di vertice, con l’eliminazione della figura del direttore generale e l’attribuzione delle sue deleghe al presidente e ad alcuni dirigenti.

A questo fatto di grande rilevanza si aggiungono le notizie riguardanti trasferimenti di asset di altre aziende municipalizzate verso AGSM e il bando europeo emesso per l’assegnazione dei servizi di igiene ambientale per i prossimi 15 anni.

A tale riguardo il Popolo della Famiglia, ribadisce quanto segue:

  • AGSM è una società patrimonio dei veronesi, che fornisce servizi essenziali per il cittadino e per lo sviluppo delle imprese, degli enti e delle istituzioni del territorio. Se queste annunciate modifiche di assetto di vertice di notevole portata fossero vere, dovrebbero essere state quanto meno dibattute e approvate dai rappresentanti della cittadinanza, il che non ci risulta;
  • Si ritiene che il ruolo del direttore generale di una azienda articolata, complessa e di valore per il territorio e i cittadini come AGSM sia di grande importanza per il governo societario, soprattutto se assunto, come deve essere, da figure di alta competenza, professionalità ed esperienza, scelte con meccanismi oggettivi e trasparenti;
  • L’eliminazione della figura del direttore generale e il trasferimento di deleghe alla presidenza sposterebbe ancor più l’influenza sulla gestione dell’azienda dal ruolo tecnico al ruolo politico, esercitabile inoltre da persone che non possiedono i necessari requisiti professionali, competenze ed esperienze, e scelte con logiche diverse da quelle richieste per la corretta conduzione operativa dell’azienda;
  • Non è eliminando il direttore generale (magari attivando poi altre consulenze, come sta succedendo con l’ex direttore generale) che si attuano i risparmi del contenimento del personale, come non si risparmia eliminando il pilota dell’aereo o sostituendolo con una persona che non ha le competenze necessarie;
  • Queste operazioni avvengono a scadenza di mandato elettorale e nel momento in cui le aziende partecipate dal comune stanno vivendo un periodo di riassetto complessivo, che vede proprio AGSM acquisire gli asset più importanti della cittadinanza veronese.

La holding AGSM infatti sta assumendo via via il controllo diretto o indiretto di molti servizi con una struttura a scatole cinesi che talvolta non consente una effettiva trasparenza, facendo perdere l’effettivo controllo politico e di indirizzo da parte del Consiglio Comunale, l’organismo giuridicamente responsabile perché da esso dipendono regolamenti e linee di indirizzo che determinano (o dovrebbero) il governo delle aziende partecipate. Al sindaco (e non è poco!) spetta la nomina (su proposta del consiglio stesso) di coloro che le devono governare.

Come Popolo della Famiglia riteniamo inoltre di promuovere le seguenti linee di indirizzo per AGSM e le aziende partecipate:

  • priorità a competenza, integrità, onestà, dirittura etico-morale delle persone chiamate a presiederle e dirigerle;
  • assoluta trasparenza delle assunzioni e totale abolizione del clientelismo politico (anche se le norme e le leggi vengono “formalmente” rispettate);
  • drastica riduzione delle consulenze esterne valorizzando l’enorme patrimonio di competenze interne esistente;
  • istituzione di un comitato “etico” di controllo sugli appalti unico ed esterno alle aziende.

Un possibile ipotesi organizzativa può essere la suddivisione di tutti i servizi e le attività svolte dalle Partecipate in due macro aree da racchiudere in due Holding:

  • Gestione dei Servizi (acqua, luce, gas, trasporti ecc.);
  • Gestione della Persona (dalla nascita alla morte: scuole, assistenza, salute, abitazione, servizi cimiteriali).

Questa revisione potrebbe permettere di rivedere anche la complessiva redistribuzione di attività verificando l’assunzione nelle holding di servizi oggi svolti direttamente dal Comune o il ritorno di altre sotto la diretta gestione della struttura comunale. Noi abbiamo anche una pretesa: tutto questo va valutato e sviluppato alla luce di unico criterio guida: la famiglia che è la prima destinataria e utilizzatrice dei servizi erogati dalle Aziende e l’entità intermedia che ne sopporta i costi e ne “supporta” le carenze.

Edoardo Tisato

 

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